mercoledì 30 settembre 2009

14° lettera

L'aggressività e la volgarità è entrata in maniera così prepotente nella società dell'oggi fino al punto di avere modificato in maniera radicale i comportamenti delle persone. Si tende a far propri certi atteggiamenti da reality nella vita quotidiana e per questo nascono futili liti, a volte con esiti tragici, per un parcheggio piuttosto che per un problema di vicinato. Certe aggressioni gratuite e futili sono state a tal punto sdoganate da essere diventate la nuova normalità del comunicare con gli altri. Ciò ha frantumato secoli di vivere civile e di relazioni sociali tra le persone, ha in parte distrutto il senso di comunità, di aiuto verso l'altro, verso il più vicino, verso il prossimo. Il chiudersi all'interno delle proprie mura domestiche, perchè lì è il regno della tranquillità, lì c'è il nostro recinto, il nostro luogo protetto ha generato solitudine e paure verso l'altro. Chi è fuori dalle nostre mura può essere un potenziale nemico, un concorrente, uno che può disturbare la nostra quiete, la nostra tranquillità catodica e tecnologica. Anche in questo tipo di atteggiamenti è da ricercare una delle ragioni della crisi che stiamo vivendo? Io penso proprio di sì.

martedì 29 settembre 2009

13° lettera

Dove nasce la ricchezza, come si fa a produrre ricchezza? E' da ieri sera che questa domanda mi ronza per la testa e non riesco a venirne a capo. Se io produco degli oggetti che sono inutili e che qualcuno compra e non se ne fa nulla ho prodotto della ricchezza oppure solo un serie di oggetti privi senso? Il lavoro non è spesso una serie di azioni inutili atte a produrre dei beni inutili? Se io produco non so delle porte per delle case che non verranno mai vendute ho produtto della ricchezza oppure ho solo consumato inutilmente dell'ambiente, degli spazi, del territorio e con me tutti quelli che hanno partecipato alla costruzione di queste case? Il cellulare di ultima generazione, che fa le stesse identiche cose del cellulare di penultima generazione quale utilità può avere? Quale legame con il benessere e quindi con la ricchezza della persona possono avere gli oggetti delle modernità?

lunedì 28 settembre 2009

12° lettera

Ritorno dalla Toscana in autostrada, uno sciame d'auto percorre la Cisa come fosse un convoglio di guerra, tutti in fila, tutti fermi per lavori in corso, il viaggio diventa lungo, non ci si muove, 13 km di coda. Osservo le auto intorno a me, moltissimi Suv di grande cilindrata, tutte auto grandi, costose, luminose. Mentre avanzo a passo d'uomo una domanda mi passa per la testa: 'Ma quanti di questi automobilisti potranno veramente permettersi l'auto che stanno guidando? Quanti pagano in mille e più rate un'auto che non è più un mezzo di trasporto ma bensì l'ennesima esibizione di un'opulenza o di una finta ricchezza che appartengono ormai al passato? Le mie domande restano senza risposta, si riparte, prima lentamente, poi finalmente si può sfrecciare ad alta velocità, le auto lucide e grandi si sorpassano l'un l'altra, fanno a gara a chi va più veloce, a chi arriverà prima alla prossima interruzione per lavori in corso. Io li osservo un po' a malincuore e mi vien da pensare 'Quando abbiamo iniziato a confondere l'essere con l'avere?'

giovedì 24 settembre 2009

11° lettera

A che serve vivere, se non c'è il coraggio di lottare?

Ricardo Orioles.

mercoledì 23 settembre 2009

10° lettera

Analizzando la provincia italiana secondo il nuovo indice di benessere voluto da Sarkozy, il 'Bil' ovvero il benessere interno lordo, si nota come la provincia di Forlì-Cesena sia al primo posto in Italia e come in genere la Romagna sia il posto in Italia con più benessere interno lordo. Credo che ci sia una buona parte di verità in questa valutazione, io per esempio quando sento parlare un romagnolo, come dire, avverto un'umanità che qui si è persa da diversi anni. Credo che il benessere abbia a che fare con l'umanità delle persone, con la 'relazione' e forse anche con la lingua, con la parola. Non è un caso che poeti come Fellini, Tonino Guerra e Raffaello Baldini vengano da quei luoghi, la poesia è un grande luogo di 'benessere interno lordo'.

martedì 22 settembre 2009

9° lettera

Sempre sull'invicibilità e quindi sul vincere:


Vince solo chi non riesce mai.

(F. Pessoa)

lunedì 21 settembre 2009

8° lettera

L'altro giorno un mio conoscente mi ha chiesto se io fossi credente, io gli ho risposto di no che non sono credente ma che sono, permettemi il termine, 'agnostico', ovvero sospendo il giudizio, resto in ascolto dubbioso in attesa di qualcosa. Credo che 'Ama il prossimo tuo come te stesso' sia un bellissimo comandamento troppo spesso dimenticato e ancor meno praticato anche da chi si professa credente. La crisi che stiamo vivendo mi viene da pensare che sia anche frutto della mancanza di 'amore' intesa come attenzione e compassione verso il prossimo, verso il nostro vicino. La competizione porta a volere estromettere il prossimo, perchè concorre con noi alla gara della competizione economica, quindi tutto diventa lecito, nessun colpo è proibito pur di vincere.
E' un meccanismo perverso quello della competizione a tutti i costi, che spesso ci fa dimenticare chi siamo e quali sono i nostri modelli etici, dissolvendo la nostra identità nel mondo-mercato che ci circonda, quando invece la relazione con-l'altro, potrebbe generare benefici all'economia, alla socialità e alla persona.

giovedì 17 settembre 2009

7° lettera

Lettera dalla crisi a noi vicina:


'Italcementi di Savignano cessa la produzione dal 1° Ottobre 2009 , i 33 lavoratori attualmente in forza verranno ricollocati all'interno del gruppo'

'Chiude l'Hotel Executive di Fiorano ben nota è anche la situazione degli alberghi di proprietà Fini'

'Chiude il Salumificio Rugiada di Castelnuovo Rangone: campanello d'allarme per il settore alimentare'

'Sono a rischio i 140 posti di lavoro nelle concessionarie Mercedes Interauto, Meb & Car, Diesis di Modena e provincia (322 lavoratori in Emilia Romagna)'.

'Mecedes revoca il mandato di vendita a Interauto di Reggio Emilia'

'Venerdì 11 settembre 2009 presso il Ministero del Lavoro è stato raggiunto l'accordo tra Sindacati di categoria, Rsu aziendale e direzione sindacale per il ricorso alla cassa integrazione straordinaria per 41 lavoratori della Cherry Grove di Vignola. La società è in liquidazione e chiederà pertanto la CIGS per cessazione di attività'.

'Riparte la mobilitazione fra i lavoratori della Salami azienda metalmeccanica modenese con 120 addetti'

'Sbc azienda di Montecchio Emilia che occupa 90 dipendenti nel settore delle macchine e attrezzature per l'imballaggio si trova in stato di cassa integrazione ordinaria dall'Aprile 2009, la proprietà è da mesi latitante'.

'Potremmo non pagare gli stipendi di Luglio è l'affermazione della titolare del gruppo Hrf fatta a diversi lavoratori dell'azienda di Modena'.

'Svolta nella trattativa nel salvataggio della Sachman Rambaudi spa'

mercoledì 16 settembre 2009

6° lettera

Quando vedo gli uomini del fare in azione mi viene spesso in mente questa frase di Keynes:

'Le idee degli economisti e dei filosofi politici,tanto quelle giuste quanto quelle sbagliate, sono più potenti di quanto comunemente si creda. In realtà il mondo è governato da poco altro. Gli uomini pratici, che si ritengono completamente liberi da ogni influenza intellettuale, sono generalmente schiavi di qualche economista defunto.'

E' un pensiero che condivido pienamente, perchè il fare, l'agire, l'essere pratico è governato da un'idea , spesso l'uomo dell'agire non conosce nemmeno l'idea che sta dietro quello che sta facendo. Se per esempio non avesse vinto il pensiero unico del liberismo oggi l'uomo del fare, magari non 'competerebbe' con il suo vicino, con il suo concorrente, magari con un'idea diversa di società la stessa persona lavorerebbe in collaborazione e in cooperazione con gli altri.

martedì 15 settembre 2009

5° lettera

Quando sento qualcuno come Brunetta dire che il cinema non è arte e che è spettacolo e quindi deve stare sul mercato come gli altri spettacoli mi viene l'orticaria. Il cinema è arte, è la settimana arte, è una grandissima forma d'arte e di cultura e per di più popolare, con un prezzo popolare, fruibile da tutti. Questa idea che tutto debba stare sul mercato, di fare un mercimonio anche della cultura anche del sapere è una di quelle idee sbagliate, sbagliatissime, che ci hanno portato al punto in cui siamo. Se siamo arrivati sul baratro è proprio per mancanza di cultura e di conoscenza della complessità del tempo in cui stiamo vivendo e per una mancanza di senso critico rispetto al pensiero unico di mercimonio appunto che ci viene tutti i giorni propinato. Ci sono cose come l'istruzione, l'arte e la cultura in genere che non devono stare sul mercato ma devono semplicemente essere diffuse e rese fruibili a tutti.

domenica 13 settembre 2009

4° Lettera

Ieri sono stato a quella conferenza in cui si parlava di crescita e decrescita e ho sentito parole veramente interessanti su quella che potrebbe essere una 'decrescita felice'. Molto interessante la distinzione che il relatore ha fatto tra merci, ovvero degli oggetti che vengono scambiati contro del denaro e beni, ovvero degli oggetti o dei servizi che soddisfano un bisogno della persona e non necessariamente devono essere scambiati con del denaro. Da questo ne deriva che ci sono merci che non sono beni, cioè tutti quegli oggetti inutili dei quali spesso ci contorniamo e non tutti i beni sono delle merci, per esempio degli ortaggi prodotti nel proprio orto non sono merci perchè non sono scambiate con del denaro ma bensì autoprodotte. Mi è piaciuto anche il richiamo ad una certa sobrietà nel vivere, che non significa tornare indietro al Medio Evo ma bensì un utilizzo più intelligente delle tecnologie, dei beni e degli spazi a nostra disposizione. Come è stato detto anche Socrate andava al mercato, ma ci andava per contemplare la montagna di cose di cui non aveva bisogno. A dire il vero questa cosa capita spesso anche a me, quando per farmi del male, vado in un centro commerciale, ecco tutta quella merce esposta, quelle luci ammalianti, quella gente che cammina dentro a questi 'non luoghi' che sono i centri commerciali di oggi, mi fa capire e contemplare proprio quella montagna di cose di cui non ho bisogno.
Si è parlato anche di edilizia e anche in questo caso non posso non trovarmi in completo accordo con quello che è stato detto dal relatore, pensare ad una edilizia che recuperi e migliori il vecchio piuttosto che una che costruisce case nuove destinata a rimanere disabitate mi sembra un concetto che dovrebbe iniziare a diventare dominante nell'ambito dell'edilizia.
Mentre il relatore parlava di questo mi è venuto in mente un cartello che vorrei scrivere in molti posti deturpati da un'edilizia folle: 'Lasciare libero il paesaggio!!'

3° lettera

Oggi vado ad un incontro a Novellara all'interno del Festival Uguali_Diversi, si parlerà di qualità della vita nella crescita e nella decrescita. E' un tema che ha a che fare in maniera molto diretta con la crisi che ci obbliga a vivere e a ragionare sulle possibilità date dalla decrescita o comunque da una crescita completamente diversa da come l'abbiamo pensata.
E' ancora molto viva in me la voglia di andare in strada e documentare gli effetti della crisi nella mia provincia, mi piacerebbe fotografare le decine di attività che hanno cessato di esistere in questi mesi, forse è un'idea un po' macabra, come sostiene un mio amico, ma io ne vedo l'utilità, magari la vedo solo io questa utilità.

venerdì 11 settembre 2009

2° lettera

I banchiere, i politici e i media sostengono a gran voce che il peggio della crisi è passato e che si inizia a vedere la luce in fondo al tunnel. Il problema è che se anche la crisi fosse passata, cosa peraltro che a me come a molti pare non vera, mi piacerebbe andare in strada a vedere le macerie che questa crisi ha lasciato nel suo passaggio. Qualche autorevole economista parla di una ripresa senza lavoro, questo lo ritengo possibile e veritiero ovvero la ripresa c'è ma si continuano a perdere posti di lavoro. Il problema di una ripresa senza lavoro mi fa pensare che ormai l'economia ha creato delle strutture molto complesse e che sfuggono alla percezione di noi comuni mortali.

1° lettera

Ho ragionato sull'etimologia di crisi cioè dal greco krisis, cioè che tiene a krino, che separa. Ecco questa crisi, economica è un momento che separa, che divide un prima da un dopo, che fa da spartiacque tra un'era di 'turboeconomia' e una nuova piena di dubbi e forse maggiori incertezze. Mi viene in mente una frase di Erri De Luca sugli invicibili, gli invicibili, dice De Luca, sono coloro che non si fanno sconfiggere dalle sconfitte. Quindi gli invincibili non sono i vincitori, che tanto vanno di moda di questi tempi, ma sono quei pugili suonati che andati al tappeto mille volte, tornano sempre sul ring a combattere e a lottare. In questo momento difficile, di rottura, di mancanza di certezze per il futuro mi sento di stare dalla parte degli invicibili e di provare a farne parte.