domenica 13 settembre 2009

4° Lettera

Ieri sono stato a quella conferenza in cui si parlava di crescita e decrescita e ho sentito parole veramente interessanti su quella che potrebbe essere una 'decrescita felice'. Molto interessante la distinzione che il relatore ha fatto tra merci, ovvero degli oggetti che vengono scambiati contro del denaro e beni, ovvero degli oggetti o dei servizi che soddisfano un bisogno della persona e non necessariamente devono essere scambiati con del denaro. Da questo ne deriva che ci sono merci che non sono beni, cioè tutti quegli oggetti inutili dei quali spesso ci contorniamo e non tutti i beni sono delle merci, per esempio degli ortaggi prodotti nel proprio orto non sono merci perchè non sono scambiate con del denaro ma bensì autoprodotte. Mi è piaciuto anche il richiamo ad una certa sobrietà nel vivere, che non significa tornare indietro al Medio Evo ma bensì un utilizzo più intelligente delle tecnologie, dei beni e degli spazi a nostra disposizione. Come è stato detto anche Socrate andava al mercato, ma ci andava per contemplare la montagna di cose di cui non aveva bisogno. A dire il vero questa cosa capita spesso anche a me, quando per farmi del male, vado in un centro commerciale, ecco tutta quella merce esposta, quelle luci ammalianti, quella gente che cammina dentro a questi 'non luoghi' che sono i centri commerciali di oggi, mi fa capire e contemplare proprio quella montagna di cose di cui non ho bisogno.
Si è parlato anche di edilizia e anche in questo caso non posso non trovarmi in completo accordo con quello che è stato detto dal relatore, pensare ad una edilizia che recuperi e migliori il vecchio piuttosto che una che costruisce case nuove destinata a rimanere disabitate mi sembra un concetto che dovrebbe iniziare a diventare dominante nell'ambito dell'edilizia.
Mentre il relatore parlava di questo mi è venuto in mente un cartello che vorrei scrivere in molti posti deturpati da un'edilizia folle: 'Lasciare libero il paesaggio!!'

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