giovedì 1 ottobre 2009

15° lettera

Nel riflettere sulla crisi ci si trova a dovere interpretare, secondo il mio punto di vista, il concetto di moderno e di modernità, perchè questa crisi è frutto della modernità, del tempo attuale che stiamo vivendo. Infatti per me il moderno non è altro che l'odierno, è l'oggi dilatato all'infinito, viviamo cioè in un'epoca dove la contemporeneità riempie tutti gli spazi e i momenti della nostra esistenza. Andando ancora oltre mi viene da pensare che il moderno non è altro che il 'mio odierno', cioè il contemporaneo del mio vivere, del mio essere, del mio ego. Questa modalità del pensare ruba spazio al futuro, non c'è programmazione, non c'è innamoramento nei confronti dell'avvenire perchè siamo talmente concetrati sull'oggi,da divenire privi di una visione del domani. E' per questo che si agisce spesso a discapito dell'altro, per esempio si distrugge l'ambiente senza pensare che questo pianeta sarà anche quello nel quale vivranno i nostri figli ed è solo per mancanza di una visione del futuro che lo stiamo rovinando. Liberarsi della dittatura del presente è forse uno dei modi per provare ad uscire da questa crisi .

Nessun commento:

Posta un commento