Ognitanto in qualche mio folle discorso mi viene da ritornare sul concetto di vergogna. Quando penso a me stesso mi viene in mente questa frase: 'Io sono uno che si vergogna spesso .....'. A volte mi vergono per quello che ho : disponibilità economica e di mezzi, accesso all'informazione, il potere viaggiare, l'avere un'abitazione bella. Queste e molte altre cose di cui dispongo io non sono certo di meritarmele, cioè non so perchè io le ho e magari un altro solo perchè nato in un altro paese, (più povero o semplicemente meno libero) non ha a disposizione questi oggetti e queste possibilità. Ecco quando ci penso all'avere di più di quanto non mi meriti, mi viene da vergognarmi, forse è questo il punto focale del mio senso di vergogna. Questa sensazione invece nell'ambito pubblico ma anche in quello privato è letteralmente sparita. Tutti i nuovi mezzi di comunicazione ci portano ad esibire, a mostrare, a dire anche quando non si ha niente da dire, a mostrare cose che magari dovrebbero rimanere strettamente private, a mostrare di avere quello che in realtà veramente non si possiede, anche come oggetti intendo. Ecco in questo franare del 'senso di vergogna' è da ricercare una delle possibili cause di questa crisi, che spesso è una crisi di credibilità, verso le autorità che ci governano, ma poi a cascata verso il nostro datore di lavoro, fino al nostro compagno di scrivania.
Senza il 'senso di vergogna' non si può essere credibili , senza credibilità non c'è fiducia e credo in ultima istanza che la mancanza di fiducia generi crisi.
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