mercoledì 14 ottobre 2009

21° lettera

'Faccio molta fatica anche a usare la parola, credo di averla usata solo una volta, nei libri che ho scritto, e allora più o meno diceva che noi, secondo me, i miei cosiddetti coetanei, quello che ci caratterizza è il fatto che siamo tutti malati di micropsichia, scarsa fiducia nella proprie possibilità. Questo dipende anche da condizioni generali, cioè dal fatto che noi veniamo dopo la generazione che aveva vent'anni negli anni quaranta, e dovevan combattere, perchè c'era bisogno di soldati, dopo la generazione che aveva vent'anni negli anni cinquanta, e dovevan costruire,c'era bisogno di case, dopo la generazione che aveva vent'anni negli anni sessanta, dovevano contestare, c'era un modo vecchio di rifare, dopo la generazione che aveva vent'anni negli anni settanta che dovevano arricchirsi, c'era appena stato il boom economico bisognava approfittarne; noi, invece, non dovevam fare niente l'unica cosa non dare troppo fastidio. Noi, mi sembra, i miei cosiddetti coetanei o quasi coetanei, siamo la prima generazione che se ci han dato un lavoro non perchè c'è bisogno, ci hanno fatto un piacere.'
(Paolo Nori)

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