lunedì 19 ottobre 2009

22° lettera

Quando abbiamo iniziato a disinteressarci del lato pubblico della vita, quando abbiamo smesso di partecipare 'alla vita pubblica' della nostra comunità per ottenere in cambio una tranquillità protetta all'interno della nostra vita privata? Quando cioè abbiamo iniziato a pensare che il bene comune non è più un obbiettivo, sia pure utopistico, da raggiungere ma è roba degli altri, che non riguarda la ristretta schiera del nostro vivere?



Quando sento parlare male della politica, mi viene l'orticaria, perchè abbiamo perso l'idea che in una democrazia rappresentativa come la nostra se uno è stanco della politica e dei politici, può sempre candidarsi, diventare soggetto attivo e non solo un soggetto passivo-votante. A noi oggi sembra che la politca non siano altro che quei 4 volti che vediamo a ciclo continuo in televisione e che ripetono sempre quei pochi concetti banali perchè devono avere un effetto sul 'popolo', che civettano sull'odierno e che litigano spesso su cose futili e superficiali. Ma la politica era e rimane qualcosa di molto nobile e se qualcuno è stanco di chi lo rappresenta oppure non si sente per nulla rappresentato, si faccia avanti e porti le sue idee all'interno delle istituzioni democratiche. Se il lato economico ha preso il sopravvento nella nostra vita quotidiana è perchè la politica è diventata debole e ha smesso di pensare alle generazioni future e alle soluzioni per affrontare il presente, ha smesso di immaginare e ha dimenticato di mettere in campo idee sulle quali discutere. Se si da prevalenza all'aspetto economico del vivere si ragiona ancora una volta sul presente, in economia come nel lavoro, spesso vengono premiate quelle scelte che hanno una resa immediata, è difficile fare scelte che siano vere e proprie scommesse sul futuro quando vi è di mezzo il denaro. Io credo che la politica dovrebbe avere la prevalenza sull'economia, dovrebbe dettarne le regole e non scenderne a patti, fino a finirne per diventarne una parte, la politica dovrebbe essere al di sopra delle parti e degli interessi privati.

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