sabato 24 ottobre 2009

23° lettera

Sul concetto di tenere botta e altre cose.



Che noi in Emilia non molliamo mai questo si sa, cascasse il mondo, noi ci aggrappiamo a quel che resta del mondo e proviamo a raccoglierne i pezzi, e con i cocci ripartiamo. E a questo che bisogna attaccarsi alla capacità di parare i colpi, di resistere per sperare che prima o poi verrà il nostro turno, e se per caso non verrà , noi la nostra parte l'avremo comunque fatta. E' da questa terra laboriosa e orgogliosa che può ripartire questo frastornato paese, dalla resistenza dignitosa di tante piccole imprese e famiglie che continuano a tenere accesa la luce nonostante la bufera sia forte, come in certi giorni è forte la voglia di mollare, di abbandonare la partita, e tanti saluti a tutti. Ma qui si continua a resistere, ed è di vera e propria resistenza che si tratta, giorno dopo giorno, ora dopo ora, qui si rimane al proprio posto per mantere accesa la luce. Non è la luce in fondo al tunnel che dobbiamo andare cercando ma è semplicemente quella che c'è già che va ravvivata e sostenuta.
La ripresa non va ricercata fuori ma nelle potenzialità che già ci sono, devono certo essere ridisegnate, riadattate a un nuovo mondo, ma è da questa realtà che dobbiamo ripartire per ripensare il domani. Qui in Emilia abbiamo saputo 'fare integrazione' grazie al lavoro, grazie a quel concetto di utilità reciproca, non possiamo disperdere tutto, non si può rinunciare ad una società che con fatica e nel tempo si è costruita. La crisi è e sarà ancor più violenta nei mesi futuri, se ognuno di noi si impegnerà a tenere accesa la propria luce forse da lontano potrà sembrare il nostro un paese meno desolato.

Nessun commento:

Posta un commento