mercoledì 28 ottobre 2009

24° lettera

Sulla primarie del PD.

Domenica sono andato a votare alle primarie del PD, tutte le volte che c'è da votare io ci vado, io sarei per una democrazia diretta, quindi ognivolta che vengo chiamato a votare ci vado di corsa. Ci vado anche perchè penso a tutta quella gente nel mondo che non può votare ma vorrebbe, ci vado perchè qualcuno nel passato ha dato la vita perchè si potesse essere liberi un giorno di votare chi si vuole, ci vado anche perchè mi emoziona il gesto, ma questa è una cosa molto personale. Allora sono partito, ho preso la mia bicletta e son partito per andare a votare. Fuori c'era la fila, buon segno mi è venuto da pensare. La fila era fatta per la maggior parte di gente anziana, direi in buona parte un fila di pensionati, pochi giovani anzi pochissimi e questo ho pensato non è un buon segno. Molti miei amici, gente che comunque si interessa alla politica che è informata, hanno disertato le primarie, lo so per certo per averlo chiesto direttamente e penso che molti giovani abbiano fatto lo stesso tipo di scelta. Io però a mettermi in fila mi sono emozionato, sono fatto così, mi vengono un po' gli occhi lucidi in certe occasioni, non ho bene l'idea di che cosa sia, mi smuove qualcosa dentro, è un'emozione civica la mia. Non partecipare per disamore lo ritengo un errore. Io credo che questo Partito possa avere mille difetti però debba anche rappresentare un'opportunità per tutte quelle persone oneste, che hanno a cuore questo disgregato paese. Io penso che il PD debba diventare il fulcro attorno al quale fare ruotare un cambiamento che deve venire dal basso, dalla gente, anche e soprattutto da quella gente che domenica si è messa in viaggio e poi in fila per esprimere il proprio voto. Disperdere 3 milioni di persone che hanno ancora fiducia, che ancora credono in qualcosa, in un mondo in un qualche modo diverso, forse migliore, sarebbe un errore fatale. La resistenza alla crisi si fa tutti i giorni, si fa con le scelte, si fa mettendosi in gioco, la partecipazione è un gesto contro la crisi della società che merita rispetto e onore.

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