Le foto del quel corpo massacrato fanno male agli occhi, ci danno il senso di quanta violenza sia stata usata davanti ad un ragazzo indifeso che colpe non aveva se non quella di essere debole e fragile, 'pesava 37 chili al momento della morte'. C'è tutto un senso di omertà e di silenzio che avvolge questa triste storia, di passaggi che non tornano, un coinvolgimento di molte figure che dovrebbero preservaci dal 'male' come i carabinieri, la polizia carceraria , le strutture ospedaliere che tacciono, che si coprono le spalle l'un l'altro. Il primo certificato di morte parla di 'presunta morte naturale', ma come si fa a parlare di morte naturale di fronte a quel corpo gonfio e devastato dalle percosse? Come fa un ministro a dichiarare : 'Non ho strumenti per dire come sono andate le cose, ma sono certo del comportamento assolutamente corretto da parte dei carabinieri in questa occasione', come si fa a dire parole del genere senza avere nessun elemento, non sarebbe meglio tacere e cercare di accertare come sono andate veramente le cose?
Di silenzi e di omissioni non muore solo una giovane vita ma anche la pietà, perchè solo per mancanza di pietà è stato ucciso questo giovane ragazzo.
C'è una frase famosa di Primo Levi che mi gira per la testa in questi giorni:
"Esiste un contagio del male: chi è non-uomo disumanizza gli altri, ogni delitto si irradia, si trapianta intorno a sè, corrompe le coscienze e si circonda di complici sottratti con la paura o la seduzione al campo avverso".
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