venerdì 13 novembre 2009

28° lettera

Visto che la crisi è finita non riesco a capire perchè ci sono ancora dei lavoratori che salgono sui tetti delle fabbriche per difendere il proprio posto di lavoro, non capisco perchè queste persone si ostinino a mettere a repentaglio la propria salute e a sprecare il proprio tempo quando per loro c'è un futuro roseo, fatto di abbondanza e di crescita personale ed economica.

Poi leggo alcune cose:

« La nottata sul tetto freddo e ondulate è stata un incubo».
«Abbiamo trascorso la notte a cercare di camminare per difenderci dall’intorpidimento provocato dal freddo. E’ quasi impossibile dormire. Tra una "passeggiata" e l'altra abbiamo riposato circa un’ora».
Ma non è finita, anzi sembra solo l'inizio di una battaglia non violenta : «Ringraziamo i colleghi che ci assistono - continua - Ieri sera ci hanno portato la pizza. Da oggi però non mangeremo più finchè non vedremo riconosciuto il diritto agli ammortizzatori sociali. La decisione dello sciopero della fame è maturata la prima giornata quassù; a questo punto non so quando potremo andare avanti. Combatteremo finchè saremo in grado».

Ma perchè passare le nottate al freddo, a passeggere sui tetti, a patire la fame forse non hanno capito, non sono informati, basta guardare la tv, il peggio è passato, ma perchè ostinarsi ad essere così pessimisti?

Io dico che se camminando vedete qualcuno accampato sui tetti ,fermatevi un attimo e dite loro che non bisogna mollare, portate un po' di calore che di notte mi han detto, fa un freddo che intorpidisce le mani e i pensieri.
E chi professa ottimismo dovrebbe passare un paio di notti con queste persone ad abbaiare alla luna, forse vedrebbe le cose in maniera un poco diversa, un po' più reale.

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