giovedì 26 novembre 2009

31° lettera

E' di oggi la notizia di un 17 enne di Rovereto, uno 'studente modello', che lascia la scuola perchè il padre ha perso il lavoro e in casa servono soldi. La madre ha ancora un impiego e la famiglia averebbe fatto dei sacrifici pur di vederlo finire gli studi, ma il ragazzo sentendosi un po' l'uomo di famiglia ha lasciato gli studi per iniziare un lavoro interinale e contribuire all'economia della propria famiglia. Di casi come questi, ho idea, ne vedremo sempre di più, purtroppo questa crisi ruba il futuro, soprattutto delle generazioni più giovani. Il ragazzo ha confessato alla preside "Devo cercare qualcosa per sostenere la mia famiglia. Non ci sono alternative". Certo il senso di responsabilità e la sensibilità non sembra mancare a questo ragazzo, nemmeno il senso della realtà, però al giovane viene rubato un pezzo di futuro che nessuno gli potrà mai restituire. E parlo di rubare perchè si tratta proprio di un furto, c'è un'intera generazione di giovani ai quali viene sottratto una parte del proprio avvenire. Per di più si tratta proprio di quella generazione a cui si è fatto credere che tutto è possibile, che nel grande supermercato in cui vivono tutto si può anzi si deve acquistare, anche quando non si ha il denaro, esitono i prestiti, le carte di credito, il debito sul debito. Sottrarre il domani ai nostri giovani significa rinunciare a qualsiasi possibilità di un futuro decente per tutti.

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