venerdì 27 novembre 2009

32° lettera

'Se fosse per me darei tutto il potere in mano alle donne' è una frase che spesso mi capita di dire quando tra amici o nell'ambiente di lavoro si hanno delle discussioni accese sulla gestione del potere. Io darei il potere alle donne perchè non farebbero le guerre, perchè sono generatrici di vita, sanno bene quanto costa in termini di tempo e di sacrificio cosa vuole dire dedicarsi 'all'altro' . Io darei il potere alle donne , perchè la donna è portata alla 'relazione' molto più dell'uomo, se l'identità del maschile è il potere quella della donna è la 'relazione'. Se noi costruissimo una società sulla relazione e non sul dominio, le cose a mio avviso andrebbero in maniera diversa. La relazione ci impone di conoscere l'altro, di entrare in contatto, di provare a stabilire un legame mentre il dominio si basa sul sopraffazione, sul dimostrare di essere superiori e non importa con quali mezzi.

Quando penso ai primi ministri dei paesi dell'occidente, nel quale tanto ci si vanta dello stato di emancipazione di cui godono le donne, l'unico primo ministro donna che mi viene in mente è Angela Merkel. E tutti gli altri?
E se la sinistra italiana alle prossime elezioni indicasse una donna come candidato primo ministro, non sarebbe una scelta di novità e di rottura rispetto al ruolo che nel passato è stata affidato alle donne nella politica italiana? Certo ci vorrebbe una donna competente e non messa lì solo in quanto donna. Volete un nome ? Anna Finocchiaro perchè no!.

E se al posto delle quote rosa istituissimo per legge le quote blu, cioè nei luoghi di 'comando' non più del 30% deve essere uomo?

Dare il potere alle donne sarebbe una forma di rivoluzione, una rivoluzione fatta con le parole, con il dialogo che è elemento fondante di una relazione. Forse una volta tanto potrebbe essere una rivoluzione che non finisce nelle mani sbagliate.

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