venerdì 18 dicembre 2009

36° lettera

Ci dicono tutti i giorni che l'Italia sta affrontando meglio di altri paesi la crisi e che ne uscirà prima e meglio, io più ripetono questa cantilena, ormai diventato un mantra salvifico della nostra economia, più divento scettico. E' di ieri l'analisi dell'Istat sull'occupazione in Italia e dice che in un anno si sono persi circa 500.000 ed ha ragione Vittorio Zucconi a parlare di calvario silenzioso di questa gente che si trova senza lavoro e senza prospettive di poterne trovare uno nuovo. Se a questa cifra spaventosa aggiungiamo le persone che sono in cassa integrazione straordinaria ovvero per crisi aziendale ho paura che quel numero inquietante di per sè possa diventare ancora più 'grande'. Questo popolo silenzioso che sta perdendo il lavoro non fa rumore, non lo si vede nei plastici di Porta a Porta, nei dibattiti vuoti dei politici, nelle strisce quotidiane dei telegiornali piene zeppe di inutile cronaca nera e giudiziaria. Eppure sì parla di 500.000 persone, di vite che da un giorno all'altro diventano difficili, complicate e precarie. Si parla della dignità di famiglie intere che si vedono privare di ogni possibile sogno di un futuro decente.
A tutte queste persone e a tutte quelle che lottano per un domani dove la parola 'speranza' possa avere un senso va il mio augurio di buon Natale.

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