giovedì 14 gennaio 2010

39° lettera

Scrive Zizek: " Due sono i temi che determinano l'odierno atteggiamento liberal-tollerante verso gli altri: rispetto e apertura nei confronti dell'alterità da un lato e l'ossessiva paura della molestia dall'altro. L'altro ci sta bene nella misura in cui la sua presenza non è intrusiva, nella misura in cui, cioè, l'altro non è davvero altro. La tolleranza coincide con il suo opposto: il mio dovere di essere tollerante nei confronti dell'altro significa in effetti che non dovrei avvicinarmi troppo a lui non dovrei intromettermi nel suo spazio; insomma, dovrei rispettare la sua intolleranza nei confronti della mia eccessiva prossimità. Questo è quanto, nella società tardocapitalista, emerge sempre più come 'diritto umano' centrale: diritto di non essere molestati, cioè essere tenuti a distanza di sicurezza dagli altri".

A Rosarno gli immigrati hanno rotto quel silenzio che era parte integrante di quel 'diritto umano' di non essere molestati, di non essere disturbati delle popolazioni locali e forse grazie ai media dell'Italia intera. Loro, gli ultimi, i derelitti della terra devono restare in silenzio altrimenti le loro grida ci danno fastidio. Noi sappiamo che vengono sfruttati per pochi euro al giorno, che non hanno e non avranno mai una casa, una qualche prospettiva di futuro e di vita. Noi sappiamo tutto questo ma facciamo finta tutti i santi giorni di non vedere anzi nel caso questi disperati alzino la voce abbiamo anche il coraggio di dichiararci troppo tolleranti nei loro confronti, perchè noi, nei secoli dei secoli ci siamo conquistati il diritto a non essere distrubati. Il silenzio in fondo è una cosa molto importante. Allora l'altro ci piace veramente solo quando sta al suo posto, quando l'altro, il diverso rimane distante, dentro il suo recinto e non viene a contaminare i nostri spazi. Così anche noi cerchiamo di chiuderci dentro recinti che possano essere sempre più piccoli, sempre più conosciuti e che possano garantirci i nostri spazi di tranquillità, perchè l'incontro con il diverso potrebbe risultare per noi dannoso, l'altro in quanto sconosciuto fa sempre paura. In questo modo finiamo per ignorare completamente il prossimo, quindi possiamo dire tranquillamente che il prossimo è meglio che resti fuori dai nostri recinti di tranquillità, perchè potrebbe inquinarli e rovinarli. Mi viene da pensare che aveva proprio ragione Sartre quando molto tempo fa scrisse: "L'inferno sono gli altri".

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