Il nostro welfare state, mi pare, sia un sistema con innumervoli buchi e falle. La crisi che stiamo attraversando lo dimostra ancora di più, mette cioè in evidenza ancor maggiormente quello che gli esperti definiscono 'dualismo' contrattuale ovvero abbiamo un certo tipo di lavoratori assunti a tempo inderminato che godono di tutte le garanzie del secolo scorso (vedi cassa integrazione ordinaria e in deroga, diritti alla mobilità e al pre-pensionamento) e i nuovi lavoratori assunti con contratti atipici che non hanno nessun tipo di tutela in caso di perdita del posto di lavoro. Anche in questo caso chi si trova nella condizione di 'atipico' è spesso il giovane, proprio colui che 'grazie' a questi tipi di contratto avrà un pensione da miseria, un po' perchè con quel tipo di contratto si versano contributi in maniera minore e un po' perchè sarà soggetto nella sua carriera a probabili interruzioni di lavoro senza alcun ammortizzatore sociale. E' mai possibile che il sindacato chiuda gli occhi di fronte a questa situazione?
E' mai possibile che l'opposizione non sia in grado di presentare una seria riforma sui contratti di lavoro che cambi questo tipo di 'dualismo'?
Il lavoratore atipico, oltre ad avere tutele quasi nulle e una pensione futura da fame, in genere è anche pagato meno del lavoratore regolarmente assunto, questo dicono le statistiche, proprio perchè privo di contratto, una beffa ulteriore. E' mai possibile che due persone che di fatto svolgono la stessa mansione, come capita in molte aziende, possano avere trattamenti così dissimili?
Forse il sindacato, essendo ormai di fatto diventato il sindacato dei pensionati, di questa cosa non se ne vuole occupare perchè per potere iniziare a discutere di questo problema bisognerebbe intaccare le pensioni e le tutele dei padri del '900 per potere dare qualcosa ai figli del 2000.
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