"In opposizione alla mercificazione, alla privatizzazione e alla commercializzazione di tutto ciò che ha a che vedere con l'educazione, gli educatori devono definire l'istruzione superiore come risorsa vitale per la vita democratica e civile delle nazione. La sfida che si pone dunque ai docenti, ai lavoratori della cultura, agli studenti e alle organizzazioni del lavoro è quella di unirsi nell'opposizione alla trasformazione dell'istruzione in un settore commerciale".
Questo a mio avviso è uno dei modi per uscire dalla crisi, iniziare tramite l'educazione a dire no all'istruzione come merce. In un mondo dove ormai tutto è merce bisogna ribellarsi all'idea che anche la cultura diventi un'oggetto come tutti gli altri, la cultura, il sapere, l'istruzione sono i beni che più di tutti gli altri elevano la nostra qualità della vita. Fanno sì che le persone siano in grado di formarsi un'opinione ed è proprio questo che spaventa i nostri regnanti, la paura che il popolo un giorno possa licenziarli per giustificato motivo : la mediocrità.
E per fare questo ci vogliono degli educatori e degli insegnanti illuminati, che abbiano veramente a cuore la formazione dei ragazzi, intesa come momento di educazione al pensare, al porsi delle domande. Ci vuole passione per fare questo, ci vuole amore per i ragazzi, via dalla scuola e dei luoghi di formazione chi non è in grado di trasmettere con passione che il sapere è la forma di libertà più grande!
Nessun commento:
Posta un commento