lunedì 29 marzo 2010

47° lettera

Vivo in una delle regioni più vecchie d'Europa, la grassa Emilia.
Basta andare a fare la spesa al supermercato e si nota subito come l'età media delle persone che lo frequentano sia superiore ai 60. Nel giro di pochi decenni siamo diventati una popolazione di anziani, di persone che non fanno più figli. Certo sarà difficile 'innovare' e guardare al futuro con una popolazione di base che è di pensionati, persone che con impegno e fatica hanno reso questa terra ricca e solida ma che adesso pensano, come è giusto, di godersi la terza età alla 'bocciofila' o a curare l'orto. L'Italia si sa, l'ho già detto mille volte, non è un paese per giovani, l'Emilia in special modo è un paese con pochi, anzi pochissimi giovani e quindi ancor meno per giovani, perchè si trovano sempre in minoranza quando ci sono da fare delle scelte, quando viene il momento di decidere. La stessa classe dirigente è vecchia, non si conta un amministratore delegato anche di aziende private di una certa dimensione che abbia meno di 50 anni. Per di più la nostra economia è costituita in gran parte da aziende che lavorano per settori anch'essi vecchi e a bassa innovazione tecnologica, vedi il settore della meccanica agricola piuttosto che quello della ceramica, mentre abbiamo pochissime società che investono nella green economy o nelle nuove tecnologie.L'anziano si sa tende a guardare più indietro che avanti, tende a non rischiare e a rimanere su quelle strade che conosce da tempo e che gli danno sicurezza, ma come può una regione di 'anziani' vincere la sfida dell'innovazione tecnologica e della competizione globale?

Poi sempre al supermercato mi guardo meglio intorno e sento parlare dietro di me un signore col turbante in testa che parla una lingua che non capisco, avrà più o meno la mia età, mi viene da pensare. Tiene per mano due bambine e una l'ha in spalla. Questa famiglia è il futuro che avanza che viene da lontano, teniamocelo stretto e impariamo ad accoglierlo, chi ha paura del futuro è già vecchio, l'età in questi casi non conta.

mercoledì 24 marzo 2010

46° lettera

Ecco alcune situazioni che dimostrano che la crisi è passata e che l'abbiamo affrontata meglio di altri paesi e che stiamo ritornando alla crescita:


"Chiude dopo 30 anni di attività la storica azienda dolciaria reggiana Nepal, soffocata dai debiti l'azienda chiede il concordato preventivo".


"Sono centosessantotto gli esuberi per il gruppo Comer industries spa suddivisi tra gli stabilimenti di Cavriago, Reggiolo, Moglia e Pegognaga".

"Sciopero di 400 lavoratori del gruppo Walvoil in vista della fine della Cassa Integrazione Ordinaria sindacati e lavoratori chiedono il ricorso al contratto di solidarietà per salvaguardare reddito e occupazione".

"Dichiarato lo stato di amministrazione controllata straordinaria per il gruppo Mariella Burani".


Ne stiamo uscendo bene, forse ai nostri occhi non sembra, ma va tutto bene.

lunedì 22 marzo 2010

45° LETTERA

Siamo ormai entrati nell'era della post-crescita, cioè a mio avviso, ma non solo mio anche di illustri sociologhi, l'era che stiamo vivendo è l'inizio di un tempo definibile del dopo-crescita. Dopo avere passato cioè decenni a crescere a dismisura in fatto di produzione e consumi, nelle società opulente dell'occidente ci stiamo iniziando a rendere conto che il 'consumare per consumare' , lo riempire il carrello di una infinità di oggetti a basso costo ma anche di scarsissima utilità non ci rende felici, anzi ci rende frustrati. Che cosa allora ci può rendere felici nell'era della post-crescita? A mio avviso il consumo intelligente e responsabile è quel tipo di consumo che ancora ci può rendere in qualche modo 'felici di consumare' perchè consapevoli che ciò che si acquista è veramente un valore aggiunto al nostro vivere quotidiano. Penso per esempio al cibo biologico, che costa sicuramente molto di più del cibo industriale, però è uno dei pochi settori , anche nell'epoca di crisi economica attuale, che ha continuato a crescere in Italia come negli Stati Uniti. Consumare meno cibo ma di qualità migliore è un modo 'intelligente' di affrontare l'era della post-crescita, è cioè una modalità di responsabilizzazione individuale delle scelte di consumo che può renderci un po' più felici e un po' migliore l'ambiente che ci circonda.
Tutto ciò dovrebbe diventare anche 'conveniente' dal punto di vista economico, cioè andrebbero premiati e incentivati quei consumatori e quei produttori virtuosi che fanno del 'biologico' una scelta di consumo/produzione responsabile, dare il via libera alle coltivazioni di tipo Ogm sul nostro territorio non è certo una scelta che in va in questo senso.......

lunedì 8 marzo 2010

44° lettera

C'è un'atmosfera da fine impero in questi tempi tristi, in questo calpestare ogni giorno le regole democratiche c'è tutta la decadenza di una classe dirigente che ha perso completamente la bussola, perchè incapace di rispettare le regole che essa stessa scrive. Il re è nudo, nudo forse come non lo è mai stato, il re si circonda di cortigiani che se da un lato fanno a gara a rendere servizi, cercando di anticipare le richieste del sovrano, di nascosto tramano per la successione oppure semplicemente cercano di curare i propri affari. I cortigiani sanno che il popolo inizia ad essere stanco e affamato, che anche nel Nord iperproduttivo la crisi ha morso con violenza, che è in atto una trasformazione violenta del nostro sistema produttivo e di lavoro, che soprattutto nel Nord-Est crescono a dismisura i suicidi di piccoli imprenditori soffocati dalla mancanza di accesso al credito. I cortigiani sanno ma fanno finta di non vedere perchè parlare di queste cose fa male al re e fa male all'umore della Nazione.
Ma comincia ad esserci un senso di insofferenza verso questo governo proprio in quelle categorie che hanno fino a poco tempo fa hanno dato fiducia incondizionata al sovrano, proprio quei piccoli imprenditori e lavoratori autonomi che lottano tutti i giorni con una realtà sempre più complessa iniziano a rendersi conto dell'inadeguatezza e dell'arretratezza di questa classe dirigente.
Ormai le crepe del sistema sono evidenti, quando cadrà il sovrano farà certo rumore e le macerie come la polvere arriveranno piuttosto lontano, ma chi sarà in grado di ricostruire tutto quello che abbiamo perduto?