lunedì 22 marzo 2010

45° LETTERA

Siamo ormai entrati nell'era della post-crescita, cioè a mio avviso, ma non solo mio anche di illustri sociologhi, l'era che stiamo vivendo è l'inizio di un tempo definibile del dopo-crescita. Dopo avere passato cioè decenni a crescere a dismisura in fatto di produzione e consumi, nelle società opulente dell'occidente ci stiamo iniziando a rendere conto che il 'consumare per consumare' , lo riempire il carrello di una infinità di oggetti a basso costo ma anche di scarsissima utilità non ci rende felici, anzi ci rende frustrati. Che cosa allora ci può rendere felici nell'era della post-crescita? A mio avviso il consumo intelligente e responsabile è quel tipo di consumo che ancora ci può rendere in qualche modo 'felici di consumare' perchè consapevoli che ciò che si acquista è veramente un valore aggiunto al nostro vivere quotidiano. Penso per esempio al cibo biologico, che costa sicuramente molto di più del cibo industriale, però è uno dei pochi settori , anche nell'epoca di crisi economica attuale, che ha continuato a crescere in Italia come negli Stati Uniti. Consumare meno cibo ma di qualità migliore è un modo 'intelligente' di affrontare l'era della post-crescita, è cioè una modalità di responsabilizzazione individuale delle scelte di consumo che può renderci un po' più felici e un po' migliore l'ambiente che ci circonda.
Tutto ciò dovrebbe diventare anche 'conveniente' dal punto di vista economico, cioè andrebbero premiati e incentivati quei consumatori e quei produttori virtuosi che fanno del 'biologico' una scelta di consumo/produzione responsabile, dare il via libera alle coltivazioni di tipo Ogm sul nostro territorio non è certo una scelta che in va in questo senso.......

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