sabato 10 aprile 2010

48° lettera

In questi giorni post-elettorali ho provato a darmi una qualche spiegazione plausibile sulla vittoria della Lega in quest'ultima tornata elettorale e c'è un qualcosa che mi dice che non è il legame con il territorio o meglio non solo il legame con il territorio che porta a risultati elettorali di questo tipo. Io credo che la vittoria della Lega sia da attribuire alla nostra paura e quando la Lega parla di sicurezza non parla di sicurezza fisica ma bensì di un altro tipo di sicurezza o di insicurezza. Provo a spiegare.
Le grandi insicurezze dell'oggi sono di tipo sociale ovvero il moderno ha completamente dissolto alcune certezze che solo nel secolo scorso sembravano ormai acquisite, vedi diritti per i lavoratori piuttosto che il diritto ad avere un pensione dignitosa oppure il diritto ad una mobilità sociale verso l'alto in sostanza il moderno ha tolto a noi occidentali tranquillità nel presente e speranza nel futuro. Il globale ci ha messo in sostanza in competezione con il mondo intero obbligandoci a rinunciare a privilegi che pensavamo acquisti per sempre. Ecco dentro a tutte queste insicurezze, complesse e appunto molto moderne, si insinuano le risposte delle Lega, risposte semplici, dirette, che parlano alla pancia di quelle persone che sentono franare il terreno delle proprie certezze giorno dopo giorno, che faticano a comprendere i cambiamenti violenti e veloci che la nostra epoca ci sottopone. La Lega cioè cerca di far fronte a questa insicurezza sociale dovuta alla complessità del mondo globale con la difesa del locale, sempre più locale, quindi non solo la provincia e poi il comune ma fino al recinto di casa propria, e quella difesa del recinto viene bene definita dallo slogan leghista per eccellenza :"Padroni a casa nostra!". Quello slogan che per me non ha mai voluto dir nulla vuole dire proprio questo, potrete stare tranquilli nella vostra casa perchè noi vi proteggeremo in ogni senso , sia fisico ma soprattutto sociale.
Di fronte ad un messaggio del genere è difficile combattere, molto difficile per la sinistra potere avere uno slogan più potente, perchè non c'è nulla di più potente della paura.
Io userei uno slogan tratto da un'intervista a Maggiani su Repubblica di oggi: "Io scrivo perchè gli umili non siano dimenticati" ecco se fossi un dirigente della sinistra farei scrivere: "Noi esistiamo perchè gli umili non vengano dimenticati" e aggiungerei " Può capitare a tutti nella vita di diventare umili e non è certo un male!"

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