lunedì 12 luglio 2010

51° lettera.

Ieri attraverso in macchina la piazza del mio paese e noto uno strano drappo rosso a forma di croce che copre la facciata principale del mio municipio. Lì per lì penso ad una festa dell'Avis o delle associazioni di volontariato, poi provo a leggere meglio a fianco ci sono dei volantini che dicono "Stanno tagliando sulla vostra pelle" o qualcosa di simile. E' vero, mi viene da pensare, stanno proprio tagliando sulla nostra pelle, sulla pelle di noi cittadini, sulla pelle di chi abita e vive il territorio, sulla pelle di chi ha bisogno e che si troverà meno servizi o a dover pagare per servizi che prima erano gratuiti. E' una finanziaria questa, anche se non ancora approvata in via definitiva, che taglia in maniera orizzontale i trasferimenti a regioni e comuni, quest'ultimi già enormemente 'provati' dal taglio dell'Ici e dal patto di stabilità. E' una finanziaria che non fa nulla nei confronti dell'evasione fiscale e che colpisce ancora una volta i soliti noti e in particolare gli 'ultimi', le persone più in difficoltà dal punto di vista economico e sociale e questo deve fare ancora più rabbia. Nella scuola, per esempio, molti educatori perderanno il proprio posto di lavoro proprio perchè i comuni si vedranno costretti a tagliare su quel tipo di servizio sociale che per la scuola spesso è di vitale importanza. Alunni che già hanno difficoltà di apprendimento o di inserimento verranno completamente abbandonati a se stessi perchè non ci sono i fondi per avere del personale qualificato che li possano aiutare nel loro percorso educativo. Ed è a loro, agli ultimi, a chi è in difficoltà che questa manovra taglia il futuro, taglia qualsiasi possibilità di potersi riscattare grazie allo studio per esempio.
Guardo quel bavaglio rosso sulla facciata del mio municipio, non so a quanti possa interessare quel drappo rosso, non so quanti ne siano stati colpiti, non so quanti abbiano capito il messaggio forte che rappresenta, so che se anche siamo in pochi, per onore della nostra coscienza è tempo di rimboccarsi le maniche, di darsi da fare, di impegnarsi perchè ci possa essere un domani diverso.

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