venerdì 5 novembre 2010
54° lettera
Seguendo un corso di cinema sulla storia dell'Italia dal Risorgimento agli anni '60 mi sono reso conto di quanto sia difficile avere un'idea di paese che possa essere in qualche modo condivisa dalla maggior parte del popolo italiano. Guardando i meravigliosi film dell'epoca d'oro del nostro cinema ci si rende conto di come l'Italia sia stata rappresentata attraverso vari tipi di 'italiani' ovvero c'è sempre il romano, il milanese, il siciliano, il napoletano, etc... clichè che sono perfettamente validi anche oggi, anzi sempre più attuali soprattutto nella scena politica. Guardando allo stesso Risorgimento c'è chi vede Garibaldi come un eroe della patria, chi invece, e ancora torniamo all'attualità, pensa che Garibaldi abbia fatto un grave errore a 'conquistare' ed annettere all'Italia il Regno delle due Sicilie. Lo stesso discorso potrebbe valere per quello che si può definire il nostro secondo Risorgimento ovvero la Resistenza, anche qui si nota come non c'è un'idea condivisa nel paese di quel periodo storico, c'è una continua strumentalizzazione e spesso quel periodo viene riscritto secondo fini politici mossi un revisionismo storico di comodo. In molti film del neorealismo italiano si nota come 'l'italiano' più che fare la Storia, essere parte della Storia, cerca di porsi ai margini , di evitare i grandi eventi perchè in fondo l'importante è riuscire in qualche modo a salvare la propria pelle e quella dei propri cari anche se poi se non si fa la Storia si è costretti a subirla, come è capitato all'Italia in diverse occasioni. Anche questo porsi ai margini , per coltivare in un qualche modo il proprio 'orticello' credo sia ancora oggi un elemento importante del carattere dell'italiano come ancora non risolta è la questione delle tante Italie, di quei tanti piccoli campanili che ancora sono la spina dorsale del nostro paese. Fatta l'Italia forse sono ancora da fare gli italiani, siamo ancora molto divisi oltre che diversi da regione a regione, e se la diversità può essere un grande pregio la divisione in questo mondo globale è sicuramente un punto di debolezza. Sarebbe veramente bello, per fare uno scatto in avanti verso la costruzione di una nazione moderna, trovarci uniti da nord a sud nelle celebrazioni dei 150 anni dell'unità d'Italia, riusciremo a cogliere questa occasione?
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