L'altro giorno un mio conoscente mi ha chiesto se io fossi credente, io gli ho risposto di no che non sono credente ma che sono, permettemi il termine, 'agnostico', ovvero sospendo il giudizio, resto in ascolto dubbioso in attesa di qualcosa. Credo che 'Ama il prossimo tuo come te stesso' sia un bellissimo comandamento troppo spesso dimenticato e ancor meno praticato anche da chi si professa credente. La crisi che stiamo vivendo mi viene da pensare che sia anche frutto della mancanza di 'amore' intesa come attenzione e compassione verso il prossimo, verso il nostro vicino. La competizione porta a volere estromettere il prossimo, perchè concorre con noi alla gara della competizione economica, quindi tutto diventa lecito, nessun colpo è proibito pur di vincere.
E' un meccanismo perverso quello della competizione a tutti i costi, che spesso ci fa dimenticare chi siamo e quali sono i nostri modelli etici, dissolvendo la nostra identità nel mondo-mercato che ci circonda, quando invece la relazione con-l'altro, potrebbe generare benefici all'economia, alla socialità e alla persona.
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